Il coinvolgimento degli agricoltori è la vera innovazione della nostra scuola

La scuola che incontra la campagna

Se c’è un punto fermo della nostra formazione questo si chiama conoscenza, siamo molto chiari in questo, la formazione nasce lì da dove nasce il grano, chiunque ha desiderio di frequentare la nostra scuola deve ed ha la fortuna di vedere e toccare con mano la coltivazione del grano, la sua lavorazione ed il suo intelligente e sensato utilizzo.

Perché questo?

Perché non vi è economia se non sincera esposizione dei passaggi produttivi e noi come scuola la formazione è valore economico dell’artigiano, viene da se che stanno sullo stesso piano.

Dal primo giorno di apertura della scuola Laboratorio in Corso abbiamo guardato al pane non come pura e semplice trasformazione di una farina in prodotto ma come interpretazione del concetto di gusto sano.

Negli ultimi 80 anni circa il panificatore, pasticcere, pizzaiolo non ha interagito con l’agricoltura ma si è relazionato esclusivamente con le crescenti aziende molitrici e con i venditori di macchine trasformatrici, questo è sfociato in due gravi fattori, il deterioramento e quindi l’impoverimento della cultura agricola e alimentare.

Di riflesso abbiamo ottenuto campagne malate e con esso anche la nostra salute.

L’uso indiscriminato delle nostre terre con fertilizzanti e fitofarmaci con l’obbiettivo determinante di rendere omogeneo il tutto, ha portato ad essere omogeneo anche il nostro senso del gusto.

Questa pesante omologazione sta gradatamente sgretolandosi ed è questo il momento di condurre così un concetto di lavoro ben più utile all’economia sia agricola ed anche quella artigiana del panificatore odierno, si chiama conoscenza della biodiversità, conoscenza dell’atto agricolo.

Come scuola abbiamo volutamente aumentato ogni giorno l’integrazione e la conoscenza tra agricoltori, mugnai e panificatori, con un solo obbiettivo, fare cultura, questo ha provocato il nascere di due grandi nostri valori, una giusta retribuzione economica nel settore agricolo locale e che questa sia compartecipata alle esigenze sane dell’ambiente circostante.

Nella foto crostata di frolla sablè alla camomilla con farina tipo 1 di grano Sieve e farcitura di mele dolci di bosco

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